giovedì 17 aprile 2014

FIFA 14 [MULTI14(Italiano)] + crack Completo | Pc DOWNLOAD torrent e diretto in ITALIANO

FIFA 14 [MULTI14(Italiano)] + crack Completo | Pc DOWNLOAD torrent e diretto in ITALIANO

Piattaforma: PC
Lingua: 
Genere: Sport
Qualità: DVD
Formato: ISO
Dimensione: 6.5 GB
Data: 21.09.2013
Crack: SKIDROW

DOWNLOAD Torrent
DOWNLOAD Diretto
Password: www.skidrowcrack.com

DOWNLOAD UPDATE 2 + CRACK V5

DOWNLOAD Torrent + crack v5 (Ultimate edition)
Link alternativo Torrent (Ultimate edition)




Requisiti minimi di sistema
Sistema operativo: Windows Vista SP1 / Windows 7
Processore: Core 2 Duo a 1,8 GHz
RAM: 2GB di RAM per Windows Vista e Windows 7
Disco rigido: 8GB di spazio libero, più ulteriore spazio per i salvataggi e l'installazione di DirectX 9.0c
Video: scheda video con 256MB di memoria e accelerazione 3D che supporti Pixel Shader 3.0, schede video minime supportate: ATI Radeon HD 3600, NVIDIA GeForce 6800GT
Audio: scheda audio compatibile con DirectX 9.0c
DirectX: 9.0c
Periferiche di input: tastiera, mouse, gamepad con doppia levetta analogica, cuffie con supporto VoIP
Multigiocatore online: 2-22 giocatori, connessione a Internet a 512 kbits/sec o più veloce
Multigiocatore su un singolo sistema: 2-5 giocatori su 1 PC
Requisiti di sistema consigliati
Sistema operativo: Windows Vista SP1 / Windows 7
Processore: Intel Core 2 Quad Q6600 a 2,4 GHz / AMD Athlon II X4 600e a 2,2 GHz
RAM: 2GB di RAM per Windows Vista e Windows 7
Disco rigido: 8GB di spazio libero, più ulteriore spazio per i salvataggi e l'installazione di DirectX 9.0c
Video: scheda video NVIDIA 8800 GT / ATI Radeon HD 4650
Audio: scheda audio compatibile con DirectX 9.0c
DirectX: 9.0c
Periferiche di input: tastiera, mouse, gamepad con doppia levetta analogica, cuffie con supporto VOIP
Multigiocatore online: 2-22 giocatori, connessione a Internet a 512 kbits/sec o più veloce
Multigiocatore su un singolo sistema: 2-5 giocatori su 1 PC

Battlefield 4 [MULTI(ita)] | Xbox 360 DOWNLOAD Torrent e Diretto

Battlefield 4 [MULTI(ita)] | Xbox 360 DOWNLOAD Torrent e Diretto

Piattaforma: XBOX360
Lingua:
Regione: Region Free
Genere: Azione
Formato: ISO
Dimensione: 15.66 GB
Data: 27/10/2013
Rilasciato da: iMARS
Recensione by multyplayer .it




La battaglia continua 

La recensione della versione current generation del nuovo mega progetto DICE

Una recensione multipiattaforma?

Questa è la seconda delle recensioni dedicate a Battlefield 4 fra quelle che saranno pubblicate su Multiplayer.it nei prossimi giorni. Quella che state per leggere è relativa alle versioni Xbox 360 e PlayStation 3 del gioco. Per quella PC e PlayStation 4 vi rimandiamo a questo indirizzo, mentre per la valutazione della versione Xbox One dovrete aspettare fino al 12 novembre, data di scadenza dell'embargo di lavorazione.



La serie Battlefield ha ormai una lunga storia decennale: era infatti il 2002 quando il primo titolo, Battlefield 1942, vedeva la luce su piattaforme Windows, e molto si potrebbe scrivere delle vicende che la riguardano. Negli anni successivi, per esempio, il team di sviluppo alle sue spalle, lo svedese DICE, è diventato sempre più apprezzato dagli addetti ai lavori. La battaglia continua Di pari passo la saga è cresciuta di conseguenza, confermandosi agli occhi degli appassionati di genere come sinonimo di sparatutto online con ambientazione militare di qualità, conquistandosi, specie negli ultimi anni, un posto speciale nei loro cuori. Battlefield 4 è probabilmente il progetto più ambizioso di DICE, non solo da un punto di vista tecnologico ma anche contenutistico, vista l'inclusione di nuove feature e di un comparto multigiocatore forse mai così completo. Gli scorsi giorni lo abbiamo già recensito in versione PlayStation 4 e PC, dove si è confermato come un vero e proprio benchmark per il futuro, adesso è arrivato il momento di valutarlo per la corrente generazione di console.

Battlefield 4 punta ancora una volta più sul multiplayer online che sulla modalità campagna in singolo

Dalla Cina con furore

Il gioco è suddiviso in due DVD su Xbox 360 e prima di iniziare a giocare è necessario obbligatoriamente installare 2 GB di dati, altrimenti è impossibile farlo partire. Il che può costituire un problema per alcuni utenti magari possessori di un modello da 4 GB, visto che l'installazione può essere eseguita solo su un hard disk tradizionale Xbox 360, e non su un disco esterno o su una memoria flash interna. A prescindere da tutto ciò, volendo, c'è anche la possibilità opzionale di installare 5,8 GB di dati per il single player e di oltre 6 per quello multigiocatore via rete. In questo caso consigliamo di effettuarle entrambe le operazioni per una migliore esperienza. Battlefield 4 offre due modalità principali di gioco, una offline e l'altra online. La prima è la classica campagna per giocatore singolo, dove l'utente si ritrova catapultato all'interno del tipico scenario fantapolitico, che vede questa volta la Cina come area principale dell'avventura. La storia ruota infatti intorno ad un colpo di stato nella Repubblica Popolare Cinese, "grazie" al quale viene tolto di mezzo l'esponente più aperto al dialogo e alla moderazione del partito al governo, e mandato al potere un falco appoggiato dai russi, l'ammiraglio Chang, che come da manuale è cinico e spietato come pochi. Di questo tragico evento vengono accusati gli Stati Uniti d'America, i quali vedono buona parte della loro flotta del Pacifico completamente in balia degli attacchi cinesi. Da qui si snoda una vicenda che vede combattere per mare e per terra i videogiocatori nei panni prevalentemente del soldato dei reparti speciali americani Daniel "Reck" Recker, che a fianco dei suoi compagni della squadra chiamata Tombstone opera tra l'Azerbaigian, la Cina costiera e l'entroterra, nel tentativo disperato di trovare e salvare chi può ristabilire l'ordine naturale delle cose. La battaglia continua Quella di Battlefield 4, però, non è una trama originalissima e anzi, col progredire della storia si rivela come il punto debole più grande della campagna. I protagonisti vengono infatti sballottati da un posto all'altro al solo scopo di variare l'ambientazione, con pochi momenti narrativi di reale coinvolgimento, anche emotivo, per l'utente. Senza contare le situazioni appena accennate che sembrano verificarsi talvolta giusto per permettere l'entrata in scena di qualche personaggio secondario o per l'accadimento pilotato di qualche evento utile a variare lo scenario e lo scopo di una missione. Altra nota dolente è la longevità, visto che l'intera campagna può essere completata con un tempo medio compreso tra le cinque e le sei ore. Davvero poco a nostro giudizio, anche per un titolo che punta decisamente, come vedremo più avanti, sul multiplayer. Eppure a fronte di questi elementi negativi ce ne sono pure di positivi, come il ritmo di gioco che si mantiene finalmente su buoni livelli, le missioni dall'approccio variabile anche in corsa, e più in generale l'assenza di tempi morti particolarmente lunghi e fastidiosi. Il ritmo blando che in Battlefield 3 faceva da contraltare al realismo e alla spettacolarità del gioco, insomma, sembra essere solo un ricordo. Battlefield 4 - Trailer della campagna in single player

Obiettivi Xbox 360

Sono 42 gli obiettivi disponibili in Battlefield 4, per un totale di 1.000 G. Per ottenerli bisogna dividersi fra gioco online e offline, completando le singole missioni all'interno della modalità campagna, oppure compiendo una serie di uccisioni specifiche o raccogliendo un certo quantitativo di collezionabili. Allo stesso modo nel gioco in rete eseguire 45 uccisioni con la pistola M1911 può per esempio regalare 25 G.
Guarda tutti gli obiettivi



La battaglia

La giocabilità intende di fatto allontanarsi da una progressione unicamente lineare, in favore di una maggior libertà di scelta pure in un contesto che non rinuncia a una messinscena cinematografica. In termini pratici, quanto fino a ora descritto si riflette su un gameplay in cui grande importanza è attribuita al level design degli ambienti. Questi spaziano da aree aperte nelle quali il giocatore ha un ampio ventaglio di possibilità per venire a capo di uno scontro a fuoco, a zone più ristrette dove è costretto ad avanzare cauto, nascondendosi al momento giusto prima di sferrare un attacco. La battaglia continua In ogni caso viene stimolato ad agire e a cambiare strategia in relazione all'ambiente in cui si trova, sfruttandolo spesso a suo favore. Qui entra in gioco la principale novità del gioco, il cosiddetto Levolution, che gestisce i cambiamenti graduali che avvengono sul campo e sulle costruzioni edificate su di esso. Nel gioco si può fare saltare in aria di tutto, ripari, edifici e quant'altro, e durante la battaglia i giocatori devono costantemente tenere conto della trasformazione del terreno intorno a loro per evitare brutte sorprese o per, viceversa, farlo diventare utile ai propri scopi. Sempre dal punto di vista del gameplay, nuova è la possibilità di segnalare ai compagni alcuni avversari, taggandoli con il dorsale RB. A quel punto si può dare il segnale di attaccarli con un fuoco di soppressione, sfruttando l'occasione magari per cercare di aggirare i superstiti alle spalle. La battaglia continua Un'altra delle novità introdotte nel prodotto è l'approccio stealth. Nulla di particolarmente complesso, è vero, ma la possibilità di avvicinarsi silenziosamente ai nemici per eliminarli uno per uno prima di fare scattare l'allarme offre uno spunto tattico molto divertente. Battlefield 4 può essere giocato con tre diversi gradi di difficoltà, anche se il consiglio di chi scrive è di farlo fin da subito al massimo livello disponibile, se si ha una certa esperienza col genere. A differenza di altri prodotti simili, infatti, non ci sono mai situazioni di gameplay realmente frustranti (lo scoglio più duro sono alcuni checkpoint distanti) e l'azione ne guadagna in spessore e intensità. I momenti più ostici derivano soprattutto a causa dell'intelligenza artificiale piuttosto altalenante, e da un bug decisamente fastidioso, che è quello del respawn: questi fa si che dei nemici eliminati un attimo prima riappaiono all'improvviso nello stesso punto come nulla fosse, riempiendo di piombo il malcapitato giocatore. Gli antagonisti, tra l'altro, si esibiscono talvolta in azioni indecifrabili, che li portano a non scorgere magari un avversario nemmeno se gli passano accanto. Oppure a non tentare di evitare una granata, o a rimanere in bella vista anche se colpiti una prima volta da una fucilata, continuando imperterriti a rimanere fermi sullo stesso posto come se non si rendessero conto del pericolo. Per fortuna non è sempre così, e quando le routine comportamentali funzionano a dovere i soldati gestiti dal sistema mettono pesantemente in difficoltà il videogiocatore con manovre ardite, rapidi movimenti da una copertura a l'altra e un fuoco incrociato che può rivelarsi davvero letale quando ben orchestrato. Battlefield 4 - Il secondo spot televisivo

Curiosità

Battlefield 4 propone un abbonamento Premium utile per ottenere l'accesso anticipato a nuovi contenuti settimanali, opzioni di personalizzazione esclusive e molto altro, comprese le cinque espansioni China Rising, Second Assault, Naval Strike, Dragon's Teeth, e Final Stand. L'aspetto interessante dell'abbonamento è che, nel caso si decidesse di passare alla nuova generazione di console, potrà essere direttamente trasferito da Xbox 360 a Xbox One e da PlayStation 3 a PlayStation 4. A proposito di spostamenti, Battlefield 4 prevede pure la possibilità di trasferire le proprie statistiche multigiocatore. Grado, punteggio, rapporto morti/uccisioni, vittorie, tempo di gioco, stelle di servizio, piastrine raccolte, rianimazioni, punteggio squadra e molte altre statistiche potranno essere trasferite nel passaggio alle piattaforme di nuova generazione.



Differenze generazionali

Tornando a parlare di comportamenti scriptati, questi sono visibili anche nei compagni del protagonista, che non brillano certo per inventiva. Si limitano in buona parte delle situazioni a fare il compitino, e talvolta diventano pure fastidiosi e poco utili quando incredibilmente sbattono fuori dal suo riparo il personaggio principale se quello è il loro posto designato. La battaglia continua Un vero problema visto che mentre Recker (o gli altri due protagonisti che si alterneranno con lui nel gioco) è giustamente sensibile ai colpi che gli arrivano, alcuni nemici appaiono di contro eccessivamente resistenti ai proiettili, e questo indipendentemente dall'arma utilizzata per sparargli contro. A parte un "tiro" ben assestato alla testa, che può freddare all'istante un avversario, un fucile a pompa o il fucile d'assalto, talvolta fanno poco danno anche a bruciapelo. La battaglia continua Peccato perché ogni arma è stata riprodotta in maniera impeccabile, col videogiocatore che nel corso dell'avventura può scegliere quale più si adatta alle sue esigenze. Dopo ogni uccisione il gioco calcola infatti un punteggio, grazie al quale è possibile sbloccare poi nuove armi, da cambiare al volo in gioco accedendo a comodi rifornimenti sparsi per i livelli. Assolutamente incontestabili invece i passi in avanti fatti con questo capitolo in ambito multiplayer. Anche se fin dalle origini la modalità multigiocatore è il cuore pulsante dell'esperienza di gioco della serie, in questo Battlefield 4 raggiunge probabilmente l'apice in termini di contenuti e qualità. E' comunque qui che si notano le vere differenze con la controparte per PlayStation 4 e PC, soprattutto per via del numero di utenti che possono partecipare alla sfide sulla rete, che è di 24 unità. Questa differenza con la controparte next gen non è un dettaglio visto che molte delle mappe, una decina, sono state disegnate per essere godute appieno con 64 giocatori. Manca quindi la sensazione di partecipare a una battaglia di grosse dimensioni, e talvolta l'adrenalina va scemando nel girovagare alla ricerca di qualcuno da cecchinare all'interno di quelle che sembrano delle città fantasma. La battaglia continua A prescindere da tutto ciò, all'interno del comparto multiplayer c'è comunque tutta l'essenza positiva che la serie si porta appresso da sempre, e l'impatto nell'evoluzione delle dinamiche di guerriglia da parte del Levolution si fa sentire. Le squadre che si affrontano devono tenere conto pure qui dei cambiamenti importanti alla mappa, scriptati ma innescati dal giocatore, che destabilizzano il livello nel corso della partita. Un esempio concreto di quanto stiamo dicendo lo possiamo avere nella mappa chiamata Flood Zone. Durante la partita i videogiocatori possono distruggere un argine e allagare un piccolo quartiere, riducendo il labirintico complesso di palazzi in vere e proprie isole, passando quindi dai mezzi gommati a quelli anfibi ed esaltando i punti caldi situati sui tetti. Questi diventano delle vere e proprie killing zone ben strutturate, ricche di ripari, defilamenti e punti rialzati. Sono questi i cambiamenti più appariscenti, ma anche nelle mappe dove gli eventi distruttivi sono meno pirotecnici e più nascosti, il level design, l'ampiezza del campo di battaglia e l'unione tattica tra mezzi terrestri e aerei, fanno di Battlefield 4 qualcosa di grande. Battlefield 4 - Trailer di lancio del multiplayer

Distruzione totale

A rendere ancora più completa l'esperienza di gioco online c'è una perfetta gestione della individualizzazione delle classi, con il vasto campionario di sblocchi che si ottengono tanto al salire di livello, quanto utilizzando costantemente l'arma che si sta imbracciando. Quanto detto consente di ottenere tutti quegli oggetti utili per la loro personalizzazione, e sono in grado di modificare in modo considerevole le performance. Alla stessa maniera, salire di livello garantisce al'utente nuovi gadget e battlepack di diversa rarità da aprire al raggiungimento di un particolare punteggio. La battaglia continua Le specializzazioni vanno a influenzare in modo significativo l'evoluzione della classe del giocatore, rendendo ancor più peculiare il suo percorso di crescita quasi come se si trattasse di un RPG, cosa questa che rende ancor più palese la natura tattica di Battlefield 4. In definitiva, la dinamicità delle mappe data dal Levolution, la distruttibilità "minuta" delle stesse, il level design perfetto per esaltare le quattro classi, senza dimenticare l'ottima disposizione dei punti di conquista, permettono al giocatore - veterano oppure no - di godere del titolo esattamente come vuole. Per rendere l'esperienza Battlefield più coesa, il Battlelog è stato poi praticamente ricostruito da zero: adesso non è più un'applicazione separata dal gioco ed è sempre a portata di clic. Sempre a livello contenutistico segnaliamo il ritorno della modalità Comandante, che consente di giocare nei panni di un ufficiale, supportando una squadra raccogliendo informazioni sul nemico, offrendo supporto logistico alla truppe schierate sul campo e gestendo la fase offensiva, magari chiamando al momento opportuno un bombardamento aereo a sostegno della fanteria. Volendo si può giocare anche tramite un tablet sincronizzato a un server di gioco per PC o console. Quella descritta fa il paio con alcune modalità nuove di zecca che non hanno nulla di meno di quelle classiche, come Corsa e Conquista e i loro derivati. Due modalità davvero interessanti e divertenti, quindi, che surclassano il deathmatch a squadre e non. La battaglia continua Oltre che nel numero di giocatori online, le differenze con le edizioni PlayStation 4 e PC vengono amplificate quando inevitabilmente si arriva a confrontare la cosmesi delle due versioni. In tal senso il Battlefield 4 di questa generazione di console paga dazio in termini tecnici, presentando un engine dalle prestazioni non dissimili da quelle viste nel suo predecessore. Le texture appaiono ben definite per i personaggi e gli oggetti più importanti, mentre per gli altri risultano più sfocati e meno rifiniti. Il titolo gira poi abbastanza fluidamente a 30 Fps costanti, eppure ogni tanto si registrano problemi, non ultimi qualche saltuario ma fastidioso effetto di screen tearing o di flickering. È altresì palese che comunque DICE ha dovuto cercare qualche compromesso considerando l'inferiorità in termini di potenza di calcolo fra da un lato PlayStation 4 e PC, e dall'altro Xbox 360 e PlayStation 3. Il downgrade grafico rispetto alla next gen appare ancora più marcato giocando online. Per quanto riguarda l'audio, invece, ottimi gli effetti sonori, sia quelli di fondo che quelli da combattimento, come esplosioni, colpi d'arma da fuoco e quant'altro si può sentire su un campo di battaglia. Buoni anche il doppiaggio in italiano e la colonna sonora, che a parte la bella Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler, vanta poi durante l'avventura una serie di brani più adatti al contesto bellico del prodotto. Battlefield 4 - Terzo spot televisivo 

RispondiNuova Disc. THIEF Master Edition [MULTI8(ita)] + UPDATE + DLC + Crack | PC DOWNLOAD Torrent

Piattaforma: PC
Lingua: Multi 8 (awd compreso)
Genere: Azione
Qualità: DVD
Formato: ISO
Dimensione: 19.28 GB
Data: 24/02/2014
Rilasciato da: P2P
Download :


DOWNLOAD Torrent
DOWNLOAD Diretto

SKIDROW:
DOWNLOAD Torrent(Full unlocked)



Update v1 + 2 DLC: http://adf.ly/fQvrJ

Istruzioni:
1. Unrar.
2. Masterizzare o montare l'immagine.
3. Installare il gioco.
4. Copiare il contenuto della cartella Crack nella directory di installazione del gioco.
5. Gioca il gioco.

Recensioni :
Video : https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=E8bTRCt33sM




Recensione + Requisiti by multyplayer.it :


Ladri si nasce

Il gioco che ha creato il genere stealth torna in un remake dalla gestazione lunga e complicata: il nuovo Thief è all'altezza delle aspettative?

Raccontare, descrivere e soprattutto giudicare il nuovo Thief è un'impresa decisamente più ardua di quanto avevamo previsto durante una serie di ragionamenti fatti nel corso del lungo download su Steam che ha preceduto le nostre prime ore di gioco con il codice review. Nato e svelato quasi cinque anni fa come il quarto capitolo della serie uscita nel 1998 che ebbe l'incredibile capacità di strutturare il genere degli stealth game, il nuovo Thief fu vittima di un lungo e difficoltoso periodo di gestazione che fece perdere più volte le sue traccie generando tutta una serie di mitologie e leggende riguardanti il team di sviluppo e la realizzazione stessa del progetto. Ladri si nasce Il titolo fu poi nuovamente annunciato lo scorso anno, questa volta perdendo il numero quattro a fianco del titolo e trasformandosi in una sorta di remake del gioco originale, quasi a metà strada tra il sequel ideale e il reboot totale sulla falsariga di quanto fatto sempre da Square Enix, il publisher, con Tomb Raider e Deus Ex negli ultimi due anni. Chi scrive ha quindi reputato cruciale lasciare da parte qualsiasi riferimento con la serie originale perché se da un lato quella rimane intoccabile e con un valore tale da disintegrare qualsiasi confronto con il prodotto moderno, dall'altro sarebbe stato anche ingiusto alla luce dell'obiettivo del Thief del 2014: raccontare le spericolate e tragiche avventure di Garrett, ladro supremo il cui passato ci è sconosciuto. Tutto il resto non conta. Se poi volete assolutamente essere dei romantici alla ricerca dei punti di contatto con la saga del passato, sappiate che in questo remake un ruolo centrale l'avrà Basso, la città in cui si svolge l'azione è la versione ripensata e aggiornata della City del terzo capitolo, anche qui Garrett perde uno dei suoi occhi (anche se in realtà non lo perde fisicamente ma se lo ritrova in una versione potenziata) e infine Erin, la coprotagonista di questo capitolo, potrebbe essere la stessa ragazza che tenta di borseggiare l'esperto ladro sul finale di Deadly Shadows. Ma ora mettiamo da parte la malinconia e scopriamo qualcosa di più sulla storia e sul gameplay di Thief.
twittalo! È tutto oro quello che luccica in Thief? Noi intanto lo rubiamo, e poi vi diciamo se lo è sul serio!
A che punto eravamo?

Evitando di impelagarci in troppi spoiler, diciamo da subito che la trama alla base del nuovo Thief ruota intorno a un misterioso rituale magico messo in piedi dalla figura che detiene il potere nella Città, il Barone. Rituale che si interrompe tragicamente a causa della presenza di Garrett e di una misteriosa ladra, sua compagna di avventure, Erin. Quest'ultima rimane vittima dell'accaduto e il nostro protagonista, dopo un anno di assenza di cui non ha alcuna memoria, decide di tornare in attività trovandosi in poco tempo invischiato in un complotto decisamente più grande di lui che lo rimetterà sulle ultime tracce della ragazza scomparsa nel tentativo di trovare anche le cause di un misterioso morbo che sembra affliggere la popolazione povera della città. Ladri si nasce Aspettatevi quindi qualche colpo di scena piuttosto telefonato, una piccola deriva horror e soprannaturale e un finale che non ci ha particolarmente convinti. E se, come scritto poco sopra, per gran parte del gioco è possibile lasciare da parte la saga originale, c'è un altro confronto che invece ci è venuto in mente più e più volte, a partire persino da alcuni piccoli aspetti della trama: quello con Dishonored, l'ottimo titolo di Arkane Studios uscito nel 2012. Ladri si nasce Anche Thief viene giocato con la visuale in prima persona e l'intero gameplay è completamente sbilanciato verso l'obiettivo di non farsi vedere dal nemico mentre si portano a termine gli obiettivi di gioco. Enorme attenzione viene data all'interazione con la luce e con la facoltà dell'ambiente di provocare suoni. Attraverso l'interfaccia su schermo piuttosto minimale, dovremo sempre tenere sotto controllo la nostra esposizione all'illuminazione: nell'ombra siamo praticamente invisibili e qualsiasi nemico non può vederci a meno che non ci venga particolarmente vicino. È cruciale anche tenere conto di quello che si trova sul pavimento: superfici diverse provocano più o meno rumore, l'acqua e i vetri rotti ci costringono a camminare ancora più lentamente per non essere troppo rumorosi e dobbiamo stare attenti a non inciampare in bottiglie o vasi, pena la loro caduta e rottura. In alcune occasioni dovremo stare attenti anche a corvi e cani in gabbia: se ci muoviamo troppo rapidamente in loro prossimità, oppure rimaniamo per troppo tempo accanto a loro, tenderanno a notarci e dopo alcuni secondi ad abbaiare o gracchiare richiamando l'attenzione delle guardie. È ovviamente possibile anche correre ed effettuare una sorta di scatto per coprire brevi distanze riducendo il rischio di essere visti anche quando si attraversano aree illuminate, mentre il salto è relegato alla possibilità di arrampicarsi, superare burroni e passare magari da un tetto all'altro. C'è grande fisicità nel gioco e alcune soluzioni, come la possibilità di sporgersi da qualsiasi ostacolo o muro, aiutano effettivamente a studiare l'ambiente e tenere sott'occhio gli avversari. Thief - Sala Giochi del 22 febbraio 2014 Thief - Sala Giochi del 22 febbraio 2014 Tuttavia la sensazione di deja vu per chi ha giocato Dishonored è sempre dietro l'angolo e soprattutto in Thief è presente una grande differenza che a nostro parere si configura come un'importante limitazione. Il gioco è infatti talmente sbilanciato verso lo stealth da risultare piuttosto deficitario nel suo sistema di combattimento. Il nostro protagonista ha a sua disposizione una piccola mazza con cui colpire in mischia e stordire gli avversari se presi alle spalle, più una sorta di schivata essenziale per evitare i colpi in arrivo e basta. Tutto il suo armamentario è dedicato alle varie tipologie di frecce che può lanciare con l'arco composito che porta sempre con sé con l'aggiunta di una bomba stordente, oltre alla possibilità di raccogliere e lanciare bottiglie per distrarre le guardie. Ladri si nasce Troviamo così frecce d'acqua per spegnere fuochi, candele e torce, frecce incendiare per bruciare pozze di catrame, asfissianti per stordire i nemici o esplosive e anche frecce in grado di far calare delle corde da appigli specifici oltre alla classica freccia spuntata per attivare interruttori o colpire pulegge per far cadere scale e oggetti. Ma quando vogliamo fare dei veri e propri danni sulla distanza abbiamo a disposizione soltanto la freccia classica e quella seghettata. Ladri si nasce Come conseguenza di tutto questo, una volta che si viene beccati da una guardia, soprattutto nelle fasi di gioco avanzate, viene più voglia di provare a scappare (e il risultato è solo quello di attivare un numero crescente di soldati) oppure di ricaricare l'ultimo salvataggio. Il combattimento in sé non riesce ad essere stimolante e soddisfacente fatto com'è di affondi piuttosto semplici alternati a schivate e anche se questo aspetto potrebbe riportarci con i ricordi al passato e probabilmente anche essere apprezzato da numerosi lettori, a nostro parere rende l'esperienza di gioco incompleta e da un certo punto di vista anche limitata. Soprattutto dopo che proprio Dishonored ci ha dimostrato che è possibile fare un eccellente stealth senza compromessi dove però, a chi vuole, viene data la possibilità di andare avanti ad armi spianate con un uguale grado di soddisfazione. Persino la concentrazione, la speciale visione che Garrett può utilizzare per essere più rapido e mettere in risalto sullo scenario gli elementi di interazione, gli oggetti da rubare e ovviamente i nemici e che fa tanto Hitman: Absolution, può essere potenziata praticamente solo nelle sue capacità stealth, ad eccezione di una singola abilità che permette di stordire gli avversari con un colpo ben mirato anche quando si è in combattimento. Audace e intelligente la scelta dello sviluppatore di rendere proprio la concentrazione, così come l'energia vitale, a ricarica non automatica: solo utilizzando le provviste e i papaveri potremo ripristinarli nel corso delle missioni.
A proposito di missioni

Thief è ambientato nella Città: un hub centrale che tenta di ricreare su schermo una simil Londra Vittoriana con chiari innesti steampunk e fantascientifici. A vicoli e mura di stampo medievale, si alternano lampade a gas e vere e proprie illuminazioni elettriche tenute attive da grandi macchinari. Non mancano anche riferimenti magici e ritualistici. C'è un po' di tutto insomma e il risultato è una piacevole ambientazione decisamente ben caratterizzata da un punto di vista artistico. Questa zona può essere liberamente esplorata stando attenti ad evitare le guardie in pattuglia con anche la possibilità di intrufolarsi in numerose abitazioni, a patto che il design lo permetta ovviamente. Ladri si nasce In questa fase è possibile raggiungere i punti di inizio delle missioni che portano avanti la trama principale ed interagire con uno sparuto numero di personaggi non giocanti per avere accesso alla compravendita di munizioni, oggetti e potenziamenti e anche per accettare delle vere e proprie attività secondarie. Ma ci sono alcune limitazioni. Prima di tutto, l'hub centrale non è completamente free roaming in streaming. Ladri si nasce Dovete considerare che la Città è divisa in svariati quartieri e ogni volta che si passa dall'uno all'altro c'è un caricamento e soprattutto lo stato dei soldati e degli scassinamenti viene resettato (ma non il loot). Questo vuol dire che se abbiamo aperto tutte le casseforti o i cassetti di una determinata zona, quando ritorneremo dovremo nuovamente aprirli con il rischio poi di trovarli vuoti perché già rapinati in passato e perché ovviamente non è possibile ricordarsi tutti gli elementi con cui si è interagito. Inoltre la mappa di gioco rende piuttosto difficoltoso il girovagare tra le vie della città: quella mini presente in alto a destra è troppo piccola, mentre quella grande a cui si può avere accesso da un menu interno (bisogna ogni volta premere due tasti diversi) è decisamente poco chiara perché mostra solo gli NPC del quartiere che si sta attualmente visitando e non indica chiaramente i punti di passaggio da una zona all'altra dell'hub. E siccome spesso non c'è un normale "portone" o una semplice via da percorrere per spostarsi tra le aree della Città ma bisogna magari attraversare una certa finestra oppure intrufolarsi in un vicolo quasi invisibile, capiterà non di rado di perdere più di qualche minuto per trovare il passaggio corretto per raggiungere la nostra destinazione. Tra l'altro sempre la mappa non può essere spostata manualmente tra i vari piani di un edificio. Thief - Trailer di lancio Thief - Trailer di lancio Tornando alle missioni vere e proprie, ne incontreremo otto per quello che riguarda la trama principale e circa una trentina di secondarie. Tra queste ultime troviamo i lavori dati da Basso che possono essere svolti semplicemente girando per la Città visto che si tratta di raccogliere bottini negli interni visitabili durante la sezione free roaming. Poi ci sono gli incarichi offerti da altri cittadini dove dovremo raggiungere il punto di inizio della missione che sarà "istanziata" in un vero e proprio livello a parte (come gli otto capitoli della trama principale). Ladri si nasce A titolo informativo segnaliamo che il gioco può essere completato probabilmente in sei-otto ore se si decide di andare spediti e diretti solo con i capitoli principali (ma sarebbe veramente da criminali) mentre volendo portare a termine ogni singola missione magari investendo del tempo anche nella raccolta degli elementi collezionabili, è probabilmente possibile superare anche le venti ore. Ladri si nasce Nel nostro caso ce la siamo cavata con poco meno di quindici ore, portando a termine venti lavori, quattro commissioni e raccogliendo circa metà degli oggetti. Pur essendo Thief un titolo esclusivamente single player, la sua rigiocabilità è piuttosto elevata. Prima di tutto perché tutte le missioni principali e le commissioni offrono una schermata riepilogativa dove è possibile vedere cosa è stato tralasciato, come si è affrontato il livello (a seconda dell'aggressività si sbloccano tre tipologie diverse di completamento tra predatore, fantasma e opportunista) e quali attività speciali sono state portate a termine (come la possibilità di non stordire nessuno, evitare di farsi vedere da qualcuno o magari estinguere gran parte dei fuochi presenti e così via). In seconda battuta, il gioco permette anche di personalizzare l'intera partita scegliendo non solo il livello di difficoltà ma anche tutta una serie di modificatori che aumentano il valore del bottino raccolto. Si passa dall'impossibilità di utilizzare la concentrazione, al game over istantaneo se si attivano le guardie o gli animali, alla mancanza delle frecce speciali o del cibo fino all'assenza dello scatto e così via. E ancora sono presenti tre diverse sfide, affrontabili in tre livelli dedicati dove al giocatore viene dato l'obiettivo di realizzare il punteggio più alto possibile rispettando determinate regole e obiettivi per poterlo poi confrontare con gli altri giocatori. Riprendendo un attimo il discorso del bottino, in Thief sarà possibile raccogliere un numero enorme di oggetti (sì, come in Dishonored) frugando in cassetti, armadi, scrigni e così via e tutto questo raccolto si trasforma in moneta sonante. Questa può essere spesa per acquistare munizioni, ma anche potenziamenti per l'arco, la mazza, l'armatura e attrezzi speciali che danno accesso a ulteriori ricchezze come il rasoio, la pinza o la chiave inglese, oppure per comprare oggetti speciali che danno accesso a bonus passivi come la possibilità di trasportare più cibo e papaveri o di avere sconti migliori nei negozi. Persino i punti concentrazione possono essere acquistati da uno specifico NPC pagando in moneta sonante.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
Processore: Intel Core i7 860 a 2.8 GHz
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 780
Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit

Requisiti Minimi
Processore: CPU dual core ad alta performance o quad core
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: AMD Radeon serie 4800 o NVIDIA GeForce GTS 250
Sistema operativo: Windows Vista aggiornato con DirectX 10

Requisiti Consigliati
Processore: AMD FX serie 8000 o Intel quad core i7
Memoria: Più di 4 GB
Scheda video: AMD Radeon serie R9 o NVIDIA GTX 660
Sistema operativo Windows 7 o 8 con DirectX 11

Tra sostanza e apparenza

È essenziale spendere ancora qualche parola sulla gestione dei livelli e sulla conseguente libertà offerta al giocatore. Anche in questo caso purtroppo il confronto con Dishonored è inevitabile. Thief propone da un lato un abbondante numero di approcci allo scenario consentendo, giusto per citare un esempio, di entrare in una villa utilizzando un passaggio segreto presente in giardino che dà accesso alle cantine della struttura, oppure utilizzando alcune scale adeguatamente nascoste per entrare da una finestra del secondo piano. E poi c'è ovviamente sempre la possibilità di entrare dalla porta principale. Da questo punto di vista il lavoro svolto dallo sviluppatore è sicuramente degno di menzione anche se non mancano numerose situazioni in cui la linearità nel design è molto più evidente. Allo stesso tempo però c'è un'assenza praticamente totale di alternative allo svolgimento dell'obiettivo vero e proprio: dimenticatevi quanto avveniva in Dishonored che permetteva in alcuni casi addirittura di evitare l'assassinio di alcune persone o di farlo commettere da altri magari sfruttando gli elementi dello scenario. Ladri si nasce In Thief le possibilità offerte sono decisamente minori: una volta entrati nel luogo inespugnabile solo all'apparenza, dovremo andare dritti sulla nostra strada. Passando al comparto tecnico, partiamo ovviamente dall'intelligenza artificiale. Il comportamento degli avversari è piuttosto credibile, pur con le classiche limitazioni dei titoli stealth: le guardie hanno diversi gradi di attenzione, tendono ad esplorare con grande cura l'ambiente e i possibili nascondigli una volta che si sono resi conto della nostra presenza o magari hanno inciampato su un cadavere e più di qualche volta riusciranno anche a sorprendervi. Ovviamente, se rimanete ben nascosti anche dopo aver ucciso una guardia in bella vista o aver lanciato una bottiglia in faccia a qualcuno, tempo una manciata di secondi e tutto ritornerà allo stato iniziale con il nemico convinto di "essersi sbagliato" ma è evidente che ancora oggi nessuno è riuscito a portare in un videogioco delle alternative sensate, credibili e soprattutto giocabili, quindi chiudiamo tranquillamente un occhio. Graficamente il titolo si presenta bene pur mostrando una certa staticità degli elementi su schermo e l'uso eccessivo di una palette cromatica tendente al grigio e al marrone, come d'altra parte è facile immaginare per un gioco ambientato interamente di notte in una città dal sapore steampunk. Ladri si nasce Alcuni scorci visivi sono poi particolarmente ben riusciti nonostante spesso si noti anche l'uso di texture dalla risoluzione piuttosto scadente. Molto buoni i personaggi secondari e i nemici che presentano tutti degli ottimi modelli animati in modo molto dettagliato specie per quello che riguarda il viso. Non si spiega invece l'uso della visuale in terza persona per il colpo di grazia dato al nemico (che fa tanto Deus Ex: Human Revolution) e per una manciata di situazioni, assolutamente dimenticabili, in cui Garrett deve arrampicarsi su alcune sporgenze. Questa specie di fasi platform alla Assassin's Creed potevano essere tranquillamente eliminate dal gioco, senza colpo ferire. Lo stesso dicasi per quelle sparute cutscene realizzate con l'engine di gioco che si presentano sottoforma di filmati con una qualità incomprensibilmente bassa. Thief è poi completamente doppiato in italiano con un risultato più che accettabile. Purtroppo non possiamo apprezzare il cambio di doppiatore della versione in lingua originale ma anche la voce utilizzata per il Garrett nostrano ha il giusto spessore e un'adeguata profondità. Peccato solo per l'uso incomprensibile e ripetuto della parola "sbobba" che, in alcune combinazioni, vi strapperà sicuramente più di qualche risata.